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M.L. DI PIETRO, G. CONTE, A. LUCATTINI, A.G. SPAGNOLO


Alimentazione forzata per i pazienti
con anoressia nervosa?

Gli autori prendono in esame il caso di M.A., una ragazza anoressica di 18 anni, che, ospedalizzata, rifiuta di sottoporsi alle terapie e di alimentarsi, fin quando durante un episodio di perdita di coscienza i medici decidono di iniziare, oltre le cure del caso, anche l'alimentazione enterale con il sondino naso-gastrico. Gli interrogativi etici, deontologici e giuridici sollevati da questo caso sono molteplici e rilevanti nella prassi medica:
1. a fronte di un rischio prevedibile per la propria vita, la paziente ha il diritto a non accettare le cure?
2. quale rispetto è dovuto alla voltà di una paziente affetta da questa malattia?
3. i medici curanti possono lecitamente prendere la decisione di sottoporre la paziente ad alimentazione forzata pur in presenza di un esplicito rifiuto? Le risposte scaturiscono dalla valutazione etica e giuridica del conflitto tra diritto della paziente di decidere sulla propria vita/salute e diritto-dovere del medico di salvaguardare la vita fisica della paziente.