L'articolo intende soffermarsi sulle radici da dalle quali nascono i problemi emergenti nell'ambito della
Bioetica (aborto, eutanasia, procreatica, ecc.).
Anzitutto si rileva che la Bioetica ha ampliato il proprio ambito di influenza estendendosi oltre i confini di
una disciplina pur accademicamente qualificata: infatti essa ha interessato i grandi media da una parte e ha
creato le proprie istituzioni (p.e. i comitati di etica) dall'altra.
Altro fenomeno rilevante è quello della biogiuridica come sviluppo con seguente alla riflessione bioetica e
dei problemi posti in essere nell'ambito della legge evidenziando sempre più il complesso rapporto tra valori
morali e legge civile nella società pluralista.
Di rilievo è anche il problema della fondazione della bioetica stante l'attuale pluralismo etico. L'autore,
perci=, passa in rassegna gli attuali "modelli" etici illustrandone sinteticamente caratteri e limiti, e rinvenendo la
necessità per la Bioetica, in conclusione, di ritrovare la sua radice nell'antropologia personalista fondata su
una verità oggettiva ed universale.
L'articolo si conclude sottolineando la necessità di ricostruire dei "ponti" per stabilire il corso di un più
compiuto umanesimo: il ponte tre fede e ragione; quello tra libertà e responsabilità; quello tra natura e
persona; il ponte tra etica e diritto e, infine, il ponte tra etica dei principi ed etica delle virtù.