Medicina e Morale, 5 (1996), pp. 861 - 862
A. Fiori, Uomini e topi
La scienza biomedica sperimentale avanza a tappe sempre più ravvicinate ed i suoi bollettini appaiono a gara sull'inglese Nature e sulla sue filiazioni Nature Genetics e Nature Medicine - e sulla statunitense Science. C'è da rallegrarsi o anzi da esaltarsi. L'uomo ricercatore è davvero un mago che trae dalla conoscenza dei misteri della natura spunti incessanti per creare nuovi eventi biologici come i prodotti dell'ingegneria genetica e della fecondazione assistita, allo stesso modo in cui ha saputo inventare il telefono, la radio, la televisione, le navi, gli aerei, il computer e così via in un elenco interminabile di traguardi che appartengono ormai alla nostra vita quotidiana. E’ compito della bioetica preoccuparsi ed indicare dei limiti, ma la dinamica realtà continua a superarli in un processo che sembra inarrestabile.
Non ci fermeremo mai, dunque? Oppure ci fermeranno eventi pseudonaturali come l'allargarsi del buco dell'ozono prodotto del nostro innaturale sviluppo? Si alzeranno i mari, scenderà una cappa di calore e molta parte del globo sarà un più grande deserto?
Ed anche senza questi temuti eventi futuri, che colorano di nero reale le nostalgie verdi- rousseauniane di un improponibile ritorno alla natura, l'umanità verrà forse minata dal male sottile ed oscuro che accieca i suoi migliori esponenti, gli scienziati?
Ralph L. Brinster del Laboratory of Reproductive Physiology della facoltà di veterinaria dell'Università di Philadelphia ha pubblicato il 30 maggio 1996, assieme ai suoi collaboratori una ingegnosa ricerca sperimentale intitolata Rat spermatogenesis in mouse testis (Nature 1996, 381: 418). Cellule del testicolo di ratti transgenici fertili sono state trapiantate nei tubuli seminiferi di topi resi immunodeficienti producendo in tal modo spermatozoi di ratto dotati di morfologia normale. Gli autori ritengono che questo esperimento apra la possibilità di trapianti analoghi con spermatogoni di altre specie, e implicitamente, anche della specie umana. Si aprono dunque altre possibilità per l'uomo, ed anche per gli animali da allevamento. Potrebbe non servire più il congelamento del seme umano per una futura fecondazione artificiale, omologa od eterologa che sia, ma potremmo bensì conservare il tessuto che produce spermatozoi, farlo rivivere in un animale ospite, ed avere a disposizione in quantità spermatozoi umani per quanto ci possa servire.
Uomini e topi, è un rapporto non nuovo nella storia (Of mice and men è il titolo di un famoso romanzo di John Steinbeck). Uomini terrorizzati dai topi che si riproducono a milioni negli anfratti, nelle fogne, nei sotterranei delle città, e che dotati di alta intelligenza sfuggono alle trappole e si nutrono dei rifiuti dell'uomo. Topi che fantasie terrifiche ci hanno fatto immaginare invasori spavaldi ed aggressivi di intere città, mettendo in fuga gli umani. Topi terrorizzati dall'uomo che vuole sterminarli e cacciarli, ma che ormai da oltre un secolo li usa come animale di scelta per i propri esperimenti biomedici, dalle prove di tossicità, all'azione di farmaci benefici portati però fino alle dosi tossiche, alle spennellature di sostanze oncogene, alle prove di pazzia indotta affollandoli in gabbie opprimenti, a tutte le altre diavolerie di cui lo scienziato è capace. Ora il topo potrà aiutare la fecondazione artificiale dell'uomo e degli altri animali? Questi ultimi per meglio nutrire gli uomini che non si accontentano di crescere ad un ritmo naturale impressionante, ma vogliono anche di più: riservandosi, semmai, di eliminare il "superfluo " con programmi abortivi ancora più efficaci e svuotando i congelatori da embrioni prodotti in eccesso. Un po' di pulizia ogni tanto ci vuole.
Ancora una volta ci facciamo sorprendere da questo sentimento di ammirazione e di ripulsa. Ammirazione per l'Uomo e la sua intelligenza, repulsione per l'ennesimo affronto alla natura. C'è da perdere davvero la testa in questo perenne conflitto, così ansiogeno, così frustrante per la costante conclusione che, in fondo, tutto possa continuare impunemente senza sosta, verso traguardi lontani e sconosciuti cui assisteranno nipoti e pronipoti. Quando il buco dell'ozono sarà grande come e più del mondo?