Medicina e Morale
, 6 (1996), pp. 1057 - 1082M.B. Fisso, E. Sgreccia
, Etica dell'ambiente(
English ver.)Gli autori presentano in questa prima parte del loro scritto quella che sarà l'introduzione a una raccolta bibliografíca commentata, di prossima pubblicazione, in merito ad alcune questioni di etica ambientale. Dapprima vengono indicate le tappe in cui l'evoluzione della civiltà è stata condizionata nel corso del tempo dal rapporto uomo-ambiente: civiltà primitiva, pastorale, industriale e tecnologica o nucleare o spaziale o, anche detta, della rivoluzione genetica. Successivamente viene mostrato come a partire dalla seconda metà degli anni Settanta si è data progressivamente una diversa rilevanza alla natura, non considerata più un semplice oggetto di studio da parte delle scienza, ma reputata degna di riflessione etica. Da questo momento infatti l'etica ambientale ha acquisito la forza di una disciplina istituzionale.
Tuttavia il dibattito filosofico su questi argomenti si è sviluppato negli ultimi quindici anni soprattutto nei Paesi di lingua inglese, mentre in Italia si trova ancora in una fase iniziale.
Il pensiero filosofico classico è sempre stato impostato in modo fortemente antropocentrico; ma negli anni Settanta alcuni filosofi hanno cercato di superare questo approccio per proporre una visione meno antropocentrica o addirittura ecocentrica.
Dopo una accurata disamina di queste diverse correnti di pensiero gli autori concludono questa prima parte del loro articolo respingendo sia gli estremismi delle ecofilosofie, sia l'opinione di quanti credono nella illimitata possibilità di sfruttamento della natura, infatti le nuove acquisizioni scientifiche e culturali impongono di ripensare il rapporto uomo-natura al fine di stabilire dei principi etici che orientino la condotta umana in questo settore.
This is first part of what is to be the introduction of a bibliographical collection with comments, regarding some questions on environmental ethics. The authors first point out the stages during which the evolution of civilization has been conditioned by the relationship between man and the environment: primitive, pastoral, industrial and technological civilizations, or the nuclear or space civilization, also called the civilization of the genetic revolution. It is then shown how, starting from the second part of the seventies, nature has progressively been given greater importance. It is no longer considered a matter simply to be studied by science, but is seen as worthy of ethical reflection and in fact from this moment environmental ethics have acquired the strength of an institutional discipline.
Nevertheless over the last fifteen years the philosophical debate on these questions has mainly developed in English speaking countries, while in Italy it is still at an initial phase.
Classical philosophical thought has always been formulated in a very anthropocentric way but during the seventies some philosophers attempted to change this approach and propose a less anthropocentric or even an ecocentric vision.
After an accurate examination of these various currents of thought the authors conclude the first part of their article by rejecting both the extremists of ecophilosophies and the opinion of those who believe in the unlimited possibility of exploiting nature. In fact the new scientific and cultural acquisitions make it necessary to reconsider the relationship between man and nature in order to establish ethical principles which can originate human behaviour in this area.